Il nostro Santuario

Il Santuario & Il dipinto

La nostra storia

La chiesa di Santa Chiara sorge nei pressi dell’Arco d’Augusto. Fu eretta nel secolo XIV dalle monache Clarisse, che vivevano nell’attiguo monastero di Santa Maria degli Angeli. Custodisce l’immagine della Madonna della Misericordia. Il dipinto è un’opera di Giuseppe Soleri (1750-1806) che ne fece dono alla sorella, suor Chiara, e che, donato da questa a sua volta, venne esposto il 17 luglio 1810 sull’altare maggiore nella chiesa di Santa Chiara. Nel 1824 la cura della chiesa fu affidata ai Missionari del Preziosissimo Sangue che sono tuttora i custodi del Santuario e della sacra immagine. San Gaspare inviò alcuni Missionari presso la chiesa di Santa Chiara come base per le missioni popolari. Qui vi trovarono questo dipinto, detto appunto “Madre della Misericordia”, con raffigurata Maria a mezza figura e con gli occhi rivolti al cielo e il capo leggermente inclinato.

Il Miracolo

L’11 maggio 1850 succede un qualcosa di straordinario: quest’immagine comincia a muovere gli occhi sia in orizzontale che in verticale. Il 12 maggio c’è un’intera folla a vedere l’evento che durerà fino al successivo 17 novembre. Da allora la devozione è cresciuta sempre di più diffondendosi anche oltre Rimini e l’Italia. I Missionari del Preziosissimo Sangue festeggiano così proprio il 12 maggio Maria come Madre della Misericordia. In questo miracolo sono importanti proprio quegli “occhi misericordiosi” che continuamente preghiamo nella Salve Regina. Infatti sono gli occhi che nel Vangelo delle nozze di Cana si accorgono che il vino è finito e che la festa del matrimonio può finir male. Ancora oggi gli occhi di Maria si muovono a guardare le nostre vite e i nostri bisogni, soprattutto il nostro desiderio di famiglia e di felicità. Ma gli occhi di Maria si muovono anche in verticale perché ancora oggi cantano, come nel Magnificat, che «di generazione in generazione», da sempre e per sempre, la misericordia di Dio «si stende su quelli che lo temono».

Il quadro

L’immagine della Madonna è opera del pittore riminese Giuseppe Soleri Brancaleoni che la dipinse nel 1796 per le Suore Clarisse di S. Chiara. Nel 1824, sia la piccola chiesa di S. Chiara, che una parte del soppresso monastero delle Clarisse, furono donate dal Vescovo di Rimini a S. Gaspare del Bufalo, Fondatore dei Missionari del Preziosissimo Sangue, perché vi stabilisse una comunità dei suoi sacerdoti per arricchire spiritualmente, con il loro ministero apostolico, la popolazione della città e delle campagne. Essi, ancora oggi, officiano il Santuario.

I’organo

L’organo, opera della ditta Tamburini di Crema (1970), è riunito in un solo corpo comprendente circa 3000 canne. La console, collegata elettricamente al corpo dello strumento, presenta tre tastiere sovrapposte, ognuna delle quali possiede vari registri con tibri sonori differenti: il “grande organo” ( seconda tastiera) con dieci registri, il “positivo” (prima tastiera) con otto registri, il ” recitativo” (terza tastiera) con dodici registri. La pedaliera comprende nove registri.

Il quadro

L’immagine della Madonna è opera del pittore riminese Giuseppe Soleri Brancaleoni che la dipinse nel 1796 per le Suore Clarisse di S. Chiara. Nel 1824, sia la piccola chiesa di S. Chiara, che una parte del soppresso monastero delle Clarisse, furono donate dal Vescovo di Rimini a S. Gaspare del Bufalo, Fondatore dei Missionari del Preziosissimo Sangue, perché vi stabilisse una comunità dei suoi sacerdoti per arricchire spiritualmente, con il loro ministero apostolico, la popolazione della città e delle campagne. Essi, ancora oggi, officiano il Santuario.

I’organo

L’organo, opera della ditta Tamburini di Crema (1970), è riunito in un solo corpo comprendente circa 3000 canne. La console, collegata elettricamente al corpo dello strumento, presenta tre tastiere sovrapposte, ognuna delle quali possiede vari registri con tibri sonori differenti: il “grande organo” ( seconda tastiera) con dieci registri, il “positivo” (prima tastiera) con otto registri, il ” recitativo” (terza tastiera) con dodici registri. La pedaliera comprende nove registri.

“La Presenza di Maria Mater Misericordia
Tantissimo è stato scritto su Maria e pure dei tanti Prodigi che ha saputo diffondere sull’umanità intera ed in particolare a specifici individui che le hanno richiesto le sue Grazie di Fede.
In tutti i luoghi della terra ha manifestato la sua presenza viva e reale attraverso apparizioni in Europa e in Oriente. In Italia e in particolare Maria ha espresso le sue preoccupazioni verso i figli terreni anticipando terribili eventi storici: esempi eclatanti anche ad Ancona (durante la permanenza sul luogo di Napoleone), e a Rimini dove il 17 luglio 1796, nell’Oratorio di San Giovannino fu vista muovere gli occhi ed il Vescovo di allora, costatando il Prodigio, cambiò il Titolo del dipinto; dall’Aspettazione del Parto a quello di Mater Salvatoris. Un secolo più tardi, sempre a Rimini, nel Santuario di Santa Chiara (antico convento delle Clarisse, soppresso dalle leggi napoleoniche, ora accudito dai Missionari del Preziosissimo Sangue di Gesù), l’opera di Maria Madre della Misericordia, l’11 maggio 1850 iniziò il movimento oculare delle sue pupille. Fu dipinta dal pittore Giuseppe Soleri Brancaleoni (fratello della Badessa del Convento, che ne chiese la nuova realizzazione, dal dipinto che nel 1796, un secolo prima, era stata prodigiosa). Con l’Autorità di Papa Pio IX fu posta una Corona d’oro all’Immagine di Maria Santissima, che ha il Titolo di Madre di Misericordia.”

– Maurizia Giusti